Quando il GeoTour si tinge di verde-bianco-rosso-nero-giallo

A marzo 2016 una determinatissima coppia italo-tedesca ha portato a termine il Sicily GeoTour. In due giorni. Due. (Si avete letto bene, due giorni, quando minimo minimo sono necessari 3 giorni, ndr). Conosciamoli!
Sabrina, in arte Schlauchen, viene dal nord della Baviera, dalla bellissima cittadina di Helmbrechts, dove fa la commercialista. Ivan, in arte Ravestorm, è un programmatore/consulente SAP (Swiss Animal Protection, noto gestionale tedesco, guarda te il caso, ndr), ferrarese doc. Entrambi geocacher dal 2008, si sono conosciuti tramite EuroBillTracker, uno strano gioco online in cui si tracciano le banconote sperando che qualcun altro faccia lo stesso vedendone il percorso. Dalle banconote alle scatolette il passo è stato breve. Pensate che, come regalo per celebrare la #250 cache, Schlauchen ha portato Ravestorm a Stonehenge, alla Earth Cache (di seguito rinominata Heart Cache, ndr) The riddle of the stones” (GC1ANET ora archiviata).

Come è nata l’idea di fare il Sicily GeoTour?
Schlauchen: da tempo Ravestorm voleva andare in Sicilia. Io invece puntavo su una meta più lontana. Però l’idea del GeoTour ci è piaciuta e ci siamo detti “perché andare lontano se ci sono delle bellezze anche nelle vicinanze?” (rispetto a Turks and Caicos la Sicilia effettivamente è più vicina, ndr)
Ravestorm: la Sicilia mi ha da sempre affascinato, avendone sempre sentito parlare bene. Inoltre abbiamo un amico a Palermo, ormai ex giocatore di EuroBillTracker (non bisogna dirlo in giro, ma pare che l’amico si sia giocato l’eredità della bisnonna e ora se la passi davvero male, ndr) a cui ho sempre promesso una visita. Intanto questo nostro amico, espertissimo di storia di Palermo, si è iscritto al geocaching e chissà che non si appassioni nascondendo tante scatoline proprio a Palermo (ha altro a cui pensare, fidatevi, ndr). Il Sicily GeoTour è stata la molla finale che ha fatto scattare la decisione di andare in Sicilia.

Quindi non eravate mai stati in questi luoghi?
Schlauchen: no, mai, e non sapevo molto cosa ci fosse da vedere in Sicilia, tranne l’Etna. (Non so molto cosa ci sia da vedere in Baviera, tranne l’OktoberFest, ndr).

La cache più bella del GeoTour?
Schlauchen: domanda difficile, ce ne sono diverse. Il giro nella Riserva dello Zingaro mi è piaciuto di più tra i tre proposti. È una zona meravigliosa, erba verde, mare blu, spiagge bianche, sentieri marroni, rocce grigie. Ho scattato tantissime foto.
Ravestorm: concordo col giro dello Zingaro. Forse al Monte Cofano eravamo un po’ stanchi per goderci appieno il paesaggio. Fare entrambe le Riserve nello stesso giorno (follia, follia! ndr) è stata un’impresa oltre che una corsa contro il tempo, perchè la sera faceva buio abbastanza presto. Quell’ora di luce in più di adesso ci avrebbe fatto comodo. Se proprio devo scegliere una cache direi “Museo delle Attività Marinare” (GC60VTJ) perchè dopo aver loggato siamo scesi nella caletta, spiaggia di ghiaia, acqua cristallina, sole, da soli. Ce la siamo goduti appieno, soprattutto Schlauchen che è anche entrata in acqua da brava tedesca (Die Walküre!, ndr)
Un’altra cache che mi è piaciuta molto è stata la Peschiera del Re (GC60XQK). Non so di preciso perchè, sarà stato tutto il contesto, il laghetto, il bosco di conifere, le mucche al pascolo, i ruderi della peschiera… mi pareva di essere sulle Alpi anzichè in Sicilia (forse sulle Alpi bavaresi? ndr) Magari le mucche mansuete hanno fatto la loro parte, non come le mucche imbufalite che in Inghilterra decisero di inseguirmi in massa senza lasciarmi cercare la cache!

La cache più avventurosa?
Schlauchen: sicuramente l’impervia grotta del Romito al Bosco della Ficuzza! (GC60XQ9) Sono felicissima di essere ancora viva, dopo tutto quel fango e le rocce scivolose!
Ravestorm: concordo con Schlauchen. Il sentiero era parecchio fangoso e già raggiungere la parete è stata un’impresa (seguono imprecazioni bilingue verso chi ha nascosto una scatoletta lassù, ma queste sono omissis, ndr). Poi trovare il giusto passaggio per salire alla grotta con le scarpe che non facevano presa sulla roccia e scivolavano per il tanto fango accumulatosi sotto le suole è stata una vera avventura.
Schlauchen: in realtà anche la cache alla Capreria (GC60XPK) è stata un’avventura. Se uno non legge la descrizione e si fida di OpenStreetMaps (vatti a fidare di OSM! ndr) si ritrova in mezzo ai cespugli per niente.

Un episodio simpatico che vi è capitato durante il GeoTour?
Schlauchen: il proprietario del nostro B&B a Palermo continuava a ripeterci: “ma non c’è niente da vedere nel Bosco della Ficuzza, perché ci andate? Andate a Mondello, vi faccio io la rotta”. Così, per tutto il giorno che siamo stati alla Ficuzza, quando c’era qualcosa di bello da vedere, tipo un panorama suggestivo o un lago o il paese di Ficuzza, ci ripetevamo: “Ma non c’è davvero niente da vedere!?”
Ravestorm: un cane ci ha seguiti mentre cercavamo le prime cache a Ficuzza (c’è pure una foto di me con lui). (Era lì per verificare l’autenticità dei log, ndr). Poi purtroppo lo abbiamo perso quando abbiamo proseguito in macchina.
Schlauchen: in realtà l’abbiamo perso già al bar dove dovevamo mangiare qualcosa per ricevere delle banconote per EuroBillTracker (ah, ma allora continuano con questa strana cosa delle banconote! ndr). Qui ho assaggiato dei favolosi dolci siciliani alla ricotta, tornerei subito solo per quello!