Un’Ortensia in Sicilia

Il team Ortensia è costituito da una famiglia bresciana (papà Pietro, mamma Stefania e Davide, figlio quindicenne) con all’attivo quasi 400 caches. A fine agosto hanno percorso il Sicily GeoTour a fine agosto arrivando quasi a completarlo.

Cosa vi ha portati in Sicilia?
Quest’anno abbiamo deciso di trascorrere le nostre vacanze in Sicilia attirati dall’idea di visitare i luoghi del Sicily GeoTour.

Episodi divertenti che vi sono capitati?
Abbiamo iniziato dalla Riserva dello Zingaro, già visitata e amata in anni precedenti, ma quest’anno maggiormente apprezzata perchè siamo andati alla ricerca di cache. E’ stato divertentissimo perchè dai log precedenti avevamo letto che quelli che dovrebbero essere i “babbani” più pericolosi, ossia le guardie forestali della Riserva, in realtà erano consenzienti e collaborativi! Siamo entrati allo Zingaro dall’ingresso Sud, ma viste le alte temperature abbiamo percorso il sentiero senza fermarci fino all’ingresso Nord per poi ritornare sui nostri passi con tutta calma. Proprio all’ingresso Nord, dovendo cercare vicino alla guardiola-biglietteria, ci siamo accorti di aver destato l’attenzione di due osservatori silenziosi e sorridenti che con tutta calma ci hanno chiesto se “anche noi facevamo parte del gruppo“. Dopo un attimo di sconcerto abbiamo chiacchierato con una delle guardie che desiderosa di capire meglio “quelle strane persone che arrivano per cercare” ci ha posto una serie di domande sul nostro hobby e alla fine ci ha chiesto se potevamo aiutarlo a scaricare e impostare la App perchè era molto curioso di vederne il funzionamento. L’abbiamo fatto ben volentieri, resta il rammarico che il suo GPS facesse le bizze e quindi indicasse una posizione errata senza dargli la possibilità di trovare nemmeno la cache a 500 metri dalla guardiola.
Un altro episodio divertente nella riserva è successo durante la ricerca della cache “Casa forestale” o meglio caccia alla palma! Ovviamente per seguire il GPS eravamo usciti dal sentiero e in tre cercavamo il nascondiglio. Improvvisamente appare un’altra guardia che ci chiede “Come mai fuori dal sentiero?” e Pietro risponde “Non è come pensa…” perchè era chiaro che pensasse cercassimo un nascondiglio per esigenze fisiche e aggiunge “abbiamo esigenze di gioco“. La frase è bastata per farlo sorridere e cominciare a raccontarci che proprio nei giorni precedenti aveva accompagnato gli owner per il giro di manutenzione e vedendoci proprio vicino al nascondiglio ci chiede se l’avessimo già trovata. Alla nostra risposta negativa, dopo un attimo di sconcerto – scopriremo dopo che eravamo proprio ad un passo dalla palma giusta – ce la indica e ci augura buona caccia.

Come è proseguito il GeoTour?
La seconda tappa è stata la passeggiata a Monte Cofano partendo da Cornino/Scurati. Che dire, bellissimo il percorso lungo il mare, molto meno impegnativo di quello dello Zingaro, ma altrettanto suggestivo e soprattutto silenzioso perchè questa Riserva è meno frequentata rispetto alla prima. Ci siamo poi fermati alla Torre della Tonnara e come già scritto nel log, ringraziamo gli owner per aver posizionato l’ultima cache all’inizio del sentiero Scaletta perchè troppo impegnativo alle 2 di un torrido pomeriggio d’agosto. La grotta Mangiapane ci è piaciuta molto, peccato non poterla visitare a dicembre. La cache The lovers ci ha fatto scoprire una meraviglia alla luce del mattino. E poi “Sign of life”, la cache dedicata a The Bart, che non abbiamo conosciuto, ma doveva essere davvero una persona speciale.

E il Bosco di Ficuzza?
E’ stata un’avventura già a partire dal tragitto per raggiungerla attraverso la valle di Corleone. E poi percorrere le strade sterrate con il camper faceva molto Camel Trophy, ma ad un certo punto ci siamo dovuti fermare per non rischiare di iniziare una nuova avventura: rimanere a piedi nella Riserva. La visita guidata alla Real Casina di Caccia è stata una piacevole sorpresa, un palazzo reale immerso in un bosco, la cappella privata e il sotterraneo con l’esposizione di fiori, semi e rami degli alberi della zona. Il nostro rammarico: non esserci potuti fermare di più, ma con un ragazzo di 15 anni al seguito venuto in Sicilia per il mare potevamo fare diversamente? I laghetti di Coda di Riccio sono un’oasi incontaminata dove provi davvero la sensazione di disturbare l’ecosistema presente.